All'età di sessantasei anni inizia la sua seconda carriera come scrittore, con l'intenzione di far conoscere il mondo della scienza a un pubblico più vasto, nonché riflettere sulle conseguenza etiche e sociali delle scoperte scientifiche.

Djerassi, scienziato libero


Si parla molto di come e cambiata la scienza, ma mai dei cambiamenti sociali che hanno reso necessario questo adeguamento. Cosi esordisce Carl Djerassi al Primo Congresso Mondiale per la Liberta di Ricerca Scientifica, che si e svolto a Roma dal 16 al 18 febbraio alla Sala della Protomoteca in Campidoglio e che ha visto la partecipazione di politici e scienziati da fama internazionale.
Nel suo intervento, intitolato Si puo vietare la ricerca?, Djerassi ha risposto un categorico No! (ironicamente anche il titolo del romanzo di prossima uscita di questo autore, cosi bravo ad autopromuoversi!).
Secondo il chimico statunitense, vietare la ricerca significa innanzitutto vietare la curiosita umana che la guida. Inoltre e praticamente impossibile vietare la ricerca di base perché per definizione non si puo vietare qualcosa che ancora non si conosce. La sua pillola anticoncezionale, ad esempio, e nata da una ricerca sul progesterone per la cura del cancro e dell’infertilita e alla fine si e indirizzata verso la contraccezione.
Piu la ricerca diventa applicata, ha continuato Djerassi, piu e facile creare scenari di orrore che possano persuadere i governi e le societa a vietare certi tipi di ricerca. La paura piu grande e che le nuove tecnologie possano alterare le norme e i comportamenti sociali. La ICSI ad esempio, la nuovissima procedura per la fecondazione in vitro, che prevede l’iniezione di un solo spermatozoo in un solo ovulo, potrebbe permettere alle coppie di rimandare un figlio molto in la nel tempo, a dispetto delle condizioni fisiche imposte in genere dalla natura. Implicazioni queste che Djerassi affronta proprio in una sua piece teatrale, intitolata appunto ICSI Il
In realta, secondo Djerassi, e proprio il contrario: a volte sono i mutamenti sociali legati alle epoche che richiedono lo sviluppo di una determinata tecnologia. Restando al suo campo di ricerca, la Pillola - spesso ritenuta responsabile della rivoluzione sessuale degli anni Sessanta e Settanta - nasce in realta dalle nuove esigenze sollevate dai movimenti socio-culturali di quell'epoca, primo tra tutti quello femminista.
E al ruolo della donna nella societa, in particolare la sua ascesa nel mondo del lavoro e della ricerca scientifica, Djerassi ha dedicato il suo ultimo romanzo, NO (Di Renzo Editore, 296 pp., € 14,50), in cui una scienziata deve rinunciare ad una carriera accademica che le verrebbe impedita dal sistema, per dedicarsi proprio lei, una donna allo studio dell'infertilità maschile.
Infine, intervenuto al dibattito, suscitato anche dagli interventi di John Harris, professore di Bioetica all'Universita di Manchester e di Lewis Wolpert, professore di biologia all'Universita di Londra e antesignano nella lotta per la liberta della ricerca, Djerassi ha insistito sulla paura che la gente nutre nei confronti della scienza ed ha ribadito la necessita di corsi di scienza per non-scienziati, di interdisciplinarieta tra le materie universitarie e di un legame sempre piu stretto tra letteratura e scienza. Legame di cui si e fatto ormai da vent’anni il promotore con la sua attivita di scrittore, e per la quale ha vinto nel 2006 il Premio Serono con il romanzo Operazione Bourbaki.

Maria Pia Felici

(17 febbraio 2006)

Operazione BourbakiOperazione Bourbaki e il secondo volume della tetralogia, iniziata con Il dilemma di Cantor, con la quale Carl Djerassi mette in scena il vivere quotidiano degli scienziati di oggi.

ICSIICSI opera, tradotta in oltre dieci lingue, costituisce un eccellente strumento per la discussione in classe.

NOIn NO Djerassi esplora con maestria il mondo universitario e quello dell'alta finanza e le loro esigenze sempre piu pressanti, in un romanzo in cui convergono tutti i personaggi della tetralogia.