Carl Djerassi
Dalla Pillola alla Penna
All'età di sessantasei anni inizia la sua seconda carriera come
scrittore, con l'intenzione di far conoscere il mondo della scienza a un
pubblico più vasto, nonché riflettere sulle conseguenza etiche e
sociali delle scoperte scientifiche.
Djerassi Carl - Il seme di Menachem
da Lankelot.eu
Padre della pillola anticoncezionale, professore di Chimica all'Universita di Stanford, infaticabile divulgatore, come novelist Carl Djerassi ha dato vita a un nuovo genere letterario, la "Science in fiction": altro dalla science fiction, perché nella sua narrativa non c'e nulla di futuribile o di poco plausibile. E un ibrido che va amalgamando discrete ed equilibrate trame romanzesche, dal retrogusto protonovecentesco mitteleuropeo, con iperrealistiche integrazioni scientifiche: la vita dei ricercatori e raccontata quasi fosse osservazione partecipante, dai problemi classici del mestiere (reperimento fondi, carrierismo, interazione sociale coatta, spregiudicatezza, intellettualismo) a quelli comuni alla specie (incomunicabilita, solitudine, sentimentalismo). L'intenzione e nobile, l'esito - almeno in questo libro - altalenante: in certi frangenti divulgativi prevale una tendenza alla didascalia e alla ridondanza scolastica, come poteva essere prevedibile, in altri alla buona capacita di tratteggiare sentimenti s'accompagnano compiacimento e autoindulgenza. La sensazione e che il genere abbia bisogno di epigoni, per evolversi; epigoni rispettosi della linea tracciata dal pioniere, ossia precisione e rigore scientifico confezionati in contesti apparentemente leggeri, perché fictionali.
"Il seme di Menachem" e il terzo libro della tetralogia "science in fiction": viene dopo "Il dilemma di Cantor", giallo giocato sulla smania di popolarita di uno scienziato e sui suoi (esili) scrupoli, e "Operazione Bourbaki" (Premio Serono 2006), storia di un gruppo di anziani scienziati estromessi da laboratori e universita ma ancora motivati. Il quarto libro, "Marx deceased", e in corso di traduzione.
Colonna portante de "Il seme di Menachem" e la tematica dell'inseminazione artificiale: tra SUZI (inseminazione subzonale) e ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi, ovvero iniezione diretta di un solo spermatozoo nel citoplasma di un ovulo), si opta per la seconda via: grazie al liquido seminale raccolto in un sacchetto Milex, fatto di gomma di tipo medico, versato e conservato in un vaso di Dewar ad azoto liquido. Djerassi tiene a ribadire che fecondazione e gravidanza non sono sinonimi: la protagonista del romanzo, Melanie, a un tratto sostiene: "Se metti il mio ovulo su una piastra di Petri ed esegui una ICSI con uno spermatozoo, vuoi dirmi che sono incinta? O che la vita e gia iniziata? Certo che no. L'ovulo deve essere reintrodotto e deve impiantarsi nel mio utero. Solo allora possiamo discutere la questione della vita" (p. 199).
Altro argomento cardine e la questione nucleare in medioriente; la posizione di Menachem Dvir, ingegnere nucleare israeliano e futuro padre del piccolo Adam, nato dalla relazione con Melaine, tende a evidenziare relativa comprensione per le strategie politiche sioniste, giustificando parzialmente con la difesa del territorio e dei popoli (palestinese incluso) l'aggressione alle basi irachene di Osirak: proprio la dove, come avvenne tempo addietro per gli israeliani, i tecnici francesi stavano contribuendo alla fusione. Infine, si vanno omaggiando - dietro l'invenzione delle Conferenze Kirchberg - le Conferenze Pugwash sulla Scienza e gli Affari Generali, Premio Nobel per la pace nel 1995 (cfr. p. 9).
Last but not least, una curiosita. La vicenda sentimentale dell'infertile (per via di esperimenti coi raggi x: cfr. p. 168) Menachem e della sua regina di Saba Melanie, laureata - l'annotazione e un piccolo vezzo autoriale - "in era pre-pillola" e quindi estranea alla formidabile scoperta di Djerassi diventa l'occasione, infine, per informare i lettori a proposito delle dinamiche di conversione all'ebraismo. Sembra che tra rabbini ortodossi e riformisti non corra buon sangue. Le divergenze sono tutt'altro che occasionali e funzionali.
Operazione
Bourbaki e il secondo volume della tetralogia, iniziata con Il
dilemma di Cantor, con la quale Carl Djerassi mette in scena il vivere
quotidiano degli scienziati di oggi.
ICSI opera,
tradotta in oltre dieci lingue, costituisce un eccellente strumento
per la discussione in classe.
In NO Djerassi
esplora con maestria il mondo universitario e quello dell'alta finanza
e le loro esigenze sempre piu pressanti, in un romanzo in cui convergono
tutti i personaggi della tetralogia.